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L'arte comunica e incoraggia a mostrare il meglio di noi

Quando parliamo di arte, ci riferiamo alla massima espressione di creatività umana e ci focalizziamo, in particolar modo, sulla sua attitudine a trasmettere in maniera originale e unica suggestioni, messaggi, emozioni.  L’arte comunica e lo fa talvolta lasciando ad ognuno di noi la libertà di interpretare un sentimento frutto di sensazioni provate in quell’istante.

Un’unica opera può aprire infiniti mondi, creando percorsi di senso sconfinati che non possono essere pianificati a priori. Mette in relazione una realtà fisica con una dimensione soggettiva e ciò che riesce a provocare forti emozioni, senza confini, universalmente in libertà.  Recentemente mi è capitato di visitare la straordinaria collezione di Justin K. Thannhauser, donata nel 1963 al Guggenheim di New York e per la prima volta in Europa, in mostra a Palazzo Reale di Milano.  Mi sono imbattuto in un dipinto in particolare che ha attirato la mia attenzione: si tratta di una famosissima opera di Pablo Picasso. Siamo nel 1901, l’artista non ha ancora vent’anni, è in Francia da pochi mesi e la turbinosa bohème di Montmartre lo ha stregato. In giugno ha avuto la sua prima esposizione personale nella galleria di Ambroise Vollard in rue Lafitte, ma continua a pubblicare qualche disegno su quei giornali, un po’ perché lo fanno tutti e un po’ perché qualche franco in più non gli fa certo male. Sta assorbendo come una spugna tutto quel che gli capita di scoprire in quei mesi congestionati di nuove esperienze.Picasso frou-frou e la Parigi di Montmartre. Un’esplosione di raffinatezza e di sperimentazione, una testimonianza rara del periodo creativo picassiano meno noto di tutti: quando il giovane spagnolo metteva in pratica tutto ciò che giorno dopo giorno imparava e metabolizzava, ancora frastornato dall’enormità di quanto stava vivendo. Il soggetto è già la donna: il suo preferito di sempre, come si sarebbe scoperto con gli anni: l’immagine femminile quale fonte inesausta di desiderio e ispirazione, ovvero di vibrante eccitazione tanto psicofisica quanto estetica. Tutto molto montmartriano. Una comunicazione visiva e che incoraggia a non fermarsi dietro l’apparenza ma a mostrare la bellezza interiore oltre che esteriore con una modalità coraggiosamente audace. E’ questo che deve fare la comunicazione, trasmettere emozioni portando le persone a vivere i nostri stessi sentimenti, seppur celate. L’arte è racconto, saper raccontare significa aver trovato il modo giusto di comunicare.

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