Consulenza Strategica in Comunicazione Istituzionale e Corporate

Esperti di comunicazione, c'è bisogno di voi!

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Esperti di comunicazione, c'è bisogno di voi!

In un’epoca storica dove conta più la tempestività rispetto alla fonte; dove si cerca il “like” a tutti i costi, attraverso una immagine, sia essa autentica sia photoshoppata, un video, sia esso in diretta o montato, oppure “urlando” una frase ad effetto, il più delle volte contro qualcosa o qualcuno; dove l’omologazione vince sul “controvento”, diventa centrale analizzare il processo di comunicazione, di persone e aziende, per capire la loro affidabilità e reputazione, al fine di comprenderne l’autenticità. Un tempo nelle persone si cercava la verità, oggi serve capire prima di tutto se sono reali o hanno degli avatar in avanscoperta.

In sostanza servono analisti del processo comunicativo, esperti dei linguaggi, professionisti della buona e autentica reputazione. Questo è il primo importante messaggio che il dotto Marco Rossi, tra i più noti psichiatri italiani, rimarca durante la sua intervista su Talent Room, il blog di Imprese di Talento.

Q: In base alla sua esperienza qual è il rapporto oggi tra comunicazione e diversità?

A: Parlare di comunicazione oggi non è semplice, proprio perché è un processo disintermediato che non sempre risulta essere facilmente controllato e controllabile. Vedo tra le persone, e non solo giovani, più la voglia di esternalizzare l’enfatizzazione che di comunicare coerenza e originalità. La sensazione certe volte è quella di andare in crisi di astinenza da comunicazione, come se da un momento all’altro dovesse scattare una censura collettiva, per cui ora vale tutto. Il rischio che corriamo percorrendo questa direzione è quello di abbassare notevolmente la soglia della nostra credibilità. Omologandoci non siamo più autentici e originali, per cui diventa scontato, ma non giusto, isolare la diversità, pensando che questa non produrrà “followers”.

Q: Il web e i social network quindi hanno di fatto reso l’informazione e la comunicazione più veloce ma meno sicura e approfondita?

A: Sempre più vedo nel processo di comunicazione, che poi dovrebbe essere semplicemente una scelta di condivisione legata ai valori in cui crediamo, che di riflesso illuminano il nostro lavoro e la nostra quotidianità personale, troppa alterazione, enfatizziamo esponenzialmente ciò che riteniamo possa “colpire” l’esterno, anche a costo di mettere in serio pericolo la nostra autenticità e coerenza.

Q: A proposito di essere autentici e coerenti, quali sono tra gli individui le fake news più usuali che tendono a comunicare?

A: Siamo tutti ormai troppo belli e bravi. Ovviamente è una provocazione. Proviamo per un istante a consultare i nostri social network, i siti di informazione, le notizie che ci arrivano; quello che più ci colpisce è il contenuto di un post o di una notizia, oppure il titolo, l’immagine o il video che li presentano o annunciano? Oggi incuriosire una persona è molto semplice, sia perché esistono molte risorse (strumenti e competenze in particolare) rispetto al passato, sia perché tutti quanti noi siamo più predisposti a valutare la tipologia e l’originalità della proposta. E’ assai più complicato mantenere l’attenzione nel tempo. A lungo andare infatti l’effetto “wow” tende a sgonfiarsi e se alla base non ci sono valori veri e autentici, la nostra credibilità, prima ancora che la considerazione degli altri, va in crisi. Aggiungo inoltre che non possiamo pensare di tenere sotto controllo la nostra autenticità affidandoci solamente alla privacy che io considero, così come spesso ci viene presentata, una fake news. Non è la regolamentazione dei nostri dati sensibili, che rimane in ogni caso di difficile gestione e soprattutto controllo, che ci aiuta ad essere più veri e coerenti tra pensieri e azioni. Siamo noi che dobbiamo ritrovare un modello di comunicazione differente, più vicino alla nostra identità rispetto a quella dell’universo mondo.

Q: Questa risposta introduce in effetti un tema centrale della comunicazione, ovvero la conoscenza. Si comunica troppo, su ogni cosa, e spesso manca l’approfondimento. Qual’è il suo pensiero al riguardo?

A: Approfondire deve essere un piacere non un dovere. Il sapere si basa proprio sulla conoscenza approfondita, sull’analisi comparata, sui confronti incrociati; abbassare la soglia di attendibilità di un argomento, rimanendo in superficie, senza scavare a fondo, rischia di compromettere non solo l’informazione ma l’intero sistema di ricerca delle informazioni.

Q: Comunicare oggi è più un rischio o un’opportunità?

A: Intanto alla base di qualunque processo di comunicazione ci devono essere uno studio approfondito dei target che si vogliono raggiungere e una preparazione adeguata, sia tematica/contenutistica sia legata agli strumenti scelti per comunicare. Trasversalmente servono curiosità, originalità e tanta ricerca. Se non siamo in grado di farlo in modo autonomo, affidiamoci ai professionisti della comunicazione, così evitiamo di mettere in serio pericolo la nostra credibilità e la nostra reputazione. Comunicare è un’opportunità che deve generare un valore, non tanto e non solo nel breve, quanto nel medio e nel lungo periodo.


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Claudio Velardi analizza la comunicazione dei leader politici

Matteo Salvini è oggi il leader che comunica al meglio la propria strategia politica. Renzi è solo contro tutti, Berlusconi è un déjà-vu, Luigi Di Maio meno efficace di Alessandro Di Battista, che però non è candidato.

In politica, ancor di più durante una campagna elettorale, comunicare in modo efficace ed assertivo le proprie proposte di cambiamento, rispetto allo status quo, può essere determinante per ottenere il consenso. Il che non significa automaticamente riuscire a governare. Se pensiamo all’attuale legge elettorale e all’imminente chiamata alle urne, le possibilità che un partito o una coalizione riescano a garantire stabilità per un’inizio “tranquillo” di legislatura, sono molto basse.

Questi i dati oggettivi: esistono poi una serie di variabili più “emozionali” che rendono un leader politico più credibile, o se vogliamo meno scontato, rispetto ad un altro, e non solo per quello che dice, ovvero per il programma elettorale, ma per come lo esprime.

La comunicazione è sempre stata un’arma a doppio taglio per chi è nella politica o per chi prova ad entrarci per la prima volta: non si può improvvisare, servono strategia, profonda conoscenza e studio degli elettori, serve tattica ma anche emozionalità. Rispetto al passato sono aumentati gli strumenti di relazione e di ingaggio verso il pubblico, al contempo la fiducia e il consenso non si guadagnano più attraverso i comizi in piazza o le cene elettorali, serve un’alchimia quasi perfetta tra comunicazione on e offline, tra un passaggio televisivo e un tweet, tra un’intervista efficace e una diretta social.

Vediamo come si sono comportati i leader politici in queste ultime settimane di campagna elettorale. Lo abbiamo chiesto a Claudio Velardi, Presidente Fondazione Ottimisti&Razionali e consulente in comunicazione politica, già fondatore di Reti&Running.

Q: Rispetto alle ultime politiche, che differenze hai notato in queste settimane di campagna elettorale, in termini di efficacia in comunicazione da parte dei leader politici italiani?

A: Intanto la percezione è che, pur essendo entrati nel vivo della campagna elettorale non da molto tempo, dopo il Referendum sembra non si sia mai smesso di parlare di un nuovo esecutivo, di elezioni anticipate, di voto e di programmi. Se analizziamo oggi l’efficacia della comunicazione dei nostri leader politici, a prescindere dai programmi e dalle idee, sicuramente Matteo Salvini è colui che è riuscito ad esprimere meglio la propria idea e identità politica, costruendola su concetti semplici e chiari, che puntano all’emozionalità degli elettori. Renzi, dopo la sconfitta referendaria, ha assunto un profilo decisamente più cauto e meno aggressivo, lasciando spazio alla sua squadra di partito, Berlusconi è ormai un déjà-vu mentre Luigi Di Maio appare molto meno efficace rispetto ad esempio ad Alessandro Di Battista, che però non è candidato.

Q: Quanto incide oggi, in termini di consenso, una strategia efficace di comunicazione on-line, pensiamo ai social o ai vari blog?

A: Certamente, rispetto al passato, i social network rappresentano una frontiera imprescindibile nella ricerca del consenso politico, ma non è, e deve essere, l’unico strumento per comunicare con gli elettori. I confronti televisivi, soprattutto tra leader politici, funzionano ancora molto: in realtà sono gli stessi leader che non li amano e conseguentemente li evitano. Sono pericolosi perché in un arco di tempo molto ridotto ti giochi parecchia reputazione, ossia il voto o il non voto. Con questa legge elettorale si sta assistendo ad una campagna in cui i protagonisti non sono i leader ma i candidati nei vari collegi che, per ottenere il consenso, devono girare i territori, conoscere e trasmettere con efficacia il programma nazionale, sforzandosi anche di contestualizzarlo a livello locale. E’ un lavoro di fino, che sicuramente potrebbe generare sorprese in termini voti.

Q: Che idea ti sei fatto sulla strategia dei media italiani nei confronti dei leader e della loro campagna elettorale?
A: Ai media italiani conviene l’affermazione di uno stato di instabilità politica perché in quel caso riescono ad essere più efficaci in termini di influenza nel Paese. Tutto lascia presagire che sarà proprio quello che accadrà dopo il 4 di marzo. Staremo a vedere.


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Il Centro di Formazione CIAC affida la gestione della propria comunicazione corporate e istituzionale a Imprese di Talento

Il Consorzio Interaziendale per la formazione professionale CIAC in un’ottica di sviluppo e di valorizzazione della propria brand awareness ha affidato ad Imprese di Talento le attività di consulenza strategica di comunicazione corporate ed istituzionale.


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I social network servono per promuovere e valorizzare gli studi legali?

Concentrazione, globalizzazione, specializzazione e rivoluzione tecnologica hanno radicalmente modificato l’industria dei servizi legali, evidenziando il ruolo delle strategie di marketing e comunicazione come leva competitiva in tutte le fasi di vita dello studio.

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Due nuovi clienti per Imprese di Talento: Assalzoo e Ginalco Srl

Imprese di Talento per l’anno 2017 curerà le relazioni istituzionali, l’ufficio stampa e le media relations di due nuovi clienti: Assalzoo, l’Associazione Nazionale di Confindustria che rappresenta i produttori di alimenti zootecnici e Ginalco Srl azienda leder nel trattamento della lamiera.

Queste due realtà si aggiungono alle tante organizzazioni, aziende e associazioni che, a partire dal 2013, anno di fondazione di Imprese di Talento, hanno condiviso visione e modalità di azione di un brand che si pone nel mercato della consulenza in comunicazione non come fornitore di un servizio ma come facilitatore di un processo di valorizzazione e implementazione, posizionamento e reputazione di brand e talenti.


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Imprese di Talento entra in Asseprim

Imprese di Talento specializzata nella comunicazione corporate e istituzionale, con particolare attenzione al posizionamento, alla reputazione dei valori aziendali, alla costruzione di relazioni con i pubblici influenti; nella comunicazione interna, con lo sviluppo di strategie di personal branding e di people engagement, entra a far parte del sistema associativo di Asseprim, la Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese.

“Si tratta di una scelta naturale che segue un percorso di crescita e di sviluppo del brand – spiega Daniele Salvaggio, Owner&Founder di Imprese di Talento – l’obiettivo è fare rete e profilare un network sempre più vicino specializzato e di vocazione imprenditoriale, ascoltando il mercato e proponendo alle imprese e alle organizzazioni in genere, servizi ad alto valore aggiunto,  calibrati sulle specifiche esigenze di processo oltre che di delivery”. Clicca qui per i dettagli

 

 


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La vittoria o la sconfitta, cosa comunica di più?

Cronaca delle ultime ore di campagna elettorale negli USA.  Il noto manager di comunicazione internazionale e giornalista, Bruno Carenini, ha seguito per conto di diverse televisioni locali e regionali italiane, gli ultimi istanti della battaglia mediatica tra la Clinton e Trump. Ecco il suo racconto.

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Due nuovi clienti per Imprese di Talento: A.PNE.S Srl e EUROPEGROUP

Due nuovi clienti arricchiscono il portfolio di Imprese di Talento: si tratta di A.PNE.S Srl, azienda leader nella produzione di pistole automatiche a spruzzo, brand totalmente Made in Italy,  e di EuropeGroup, storico brand specializzato nel noleggio di auto e bus con conducente attraverso il network GeekyDriver.  Per loro Imprese di Talento garantirà una consulenza strategica in comunicazione corporate e istituzionale, con particolare attenzione alla reputazione, alla riconoscibilità, all’autorevolezza, alla visibilità mediatica e al consenso.