Fondo Nazionale del Made in Italy operativo: 900 milioni per imprese e filiere strategiche

Il Fondo Nazionale del Made in Italy entra nella fase operativa. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’affidamento della gestione dei due strumenti che compongono il Fondo: il Fondo Real Asset, gestito da Invimit, e il Fondo Imprese, affidato a Fondo Italiano d’Investimento.

La dotazione complessiva ammonta a 900 milioni di euro, destinati a sostenere la crescita delle imprese italiane, il rafforzamento delle filiere produttive strategiche e la riduzione delle dipendenze da fornitori esterni all’Unione europea.

Come sono ripartite le risorse del Fondo Nazionale del Made in Italy

Il Fondo è articolato in due principali linee di intervento:

  • 300 milioni di euro per investimenti nella componente immobiliare delle filiere strategiche;
  • 600 milioni di euro per investimenti diretti e indiretti, effettuati a condizioni di mercato, nel capitale delle imprese.

Il Fondo Real Asset potrà quindi sostenere infrastrutture, impianti e asset immobiliari funzionali allo sviluppo delle catene produttive considerate prioritarie. Il Fondo Imprese sarà invece orientato al rafforzamento patrimoniale delle aziende, anche attraverso operazioni di investimento nel capitale.

Priorità alla filiera delle materie prime critiche

La priorità dichiarata dal MIMIT riguarda la catena del valore delle materie prime critiche, considerate essenziali per la competitività industriale e per la sicurezza degli approvvigionamenti.

Gli investimenti potranno interessare tutte le fasi della filiera:

  • estrazione;
  • lavorazione e trasformazione;
  • approvvigionamento;
  • distribuzione;
  • riciclo;
  • riuso dei materiali.

Il Fondo potrà intervenire anche in ulteriori settori e filiere strategiche, che saranno individuati dal Comitato tecnico strategico del MIMIT.

Le opportunità per imprese e cluster industriali

L’avvio del Fondo Nazionale del Made in Italy rappresenta un’opportunità rilevante per le imprese e i cluster attivi nei comparti maggiormente esposti alla disponibilità di materie prime e componenti strategici.

Tra i settori potenzialmente interessati rientrano:

  • automotive;
  • batterie e sistemi di accumulo;
  • elettronica;
  • tecnologie energetiche;
  • metallurgia;
  • riciclo avanzato;
  • manifattura ad alta intensità di materiali.

Lo strumento potrà favorire operazioni di rafforzamento patrimoniale, acquisizioni, aggregazioni industriali e progetti di consolidamento delle filiere nazionali. Un ulteriore obiettivo è sostenere la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dell’industria italiana da fornitori extra-UE.

Un nuovo strumento di politica industriale

Con una dotazione di 900 milioni di euro, il Fondo si configura come uno dei principali strumenti nazionali di politica industriale dedicati alla tutela e allo sviluppo delle filiere strategiche.

Per le imprese, sarà fondamentale monitorare i criteri di investimento, le modalità operative dei due fondi e le filiere che verranno progressivamente individuate dal MIMIT. Per associazioni di categoria, cluster e operatori attivi nelle relazioni istituzionali, l’avvio dello strumento apre inoltre uno spazio di interlocuzione sui settori da considerare prioritari e sugli interventi necessari a rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.

Approfondisci qui.

 

Fondo Nazionale del Made in Italy operativo: 900 milioni per imprese e filiere strategiche public affairs

 

Prossimo articolo